PROGETTO MATTIA


L'isolamento, la solitudine in cui, molto spesso, si viene a trovare una famiglia che all'improvviso si ritrova ad affrontare una situazione sconosciuta, imprevista, come quella di avere al proprio fianco un famigliare in "stato vegetativo", che spesso tende ad una cronicità perpetua e storicamente indeterminata, si manifestano come l'esplosione di un nuovo bisogno.

Il "Progetto Mattia" intende proprio cercare di dare una risposta a questa insorgenza. Esso si espliciterà, in primis come intervento diretto nei confronti di bambini e ragazzi che si trovano a vivere, in un periodo temporale duraturo o anche solo temporaneo, la sfida della solitudine, del dolore, dell'estraniazione.

Nell'esperienza quotidiana raccontata dai famigliari, dai medici e da tutto il personale di cura delle strutture che ospitano persone in stato vegetativo, emerge una fragilità sociale e un rischio di solitudine che possono compromettere il benessere di tutto il nucleo, sia fisico che psichico.

Per quanto siano già in atto diversi progetti di sostegno psicologico, e di accompagnamento alla fatica, proposti dalle strutture stesse, o da associazioni particolarmente sensibili, il nodo dolente rimane quel nucleo spezzato dalla malattia che individua nei più fragili, i bambini appunto, soggetti bisognosi di attenzione e cura. I bambini e i ragazzi coinvolti in un dramma così pervasivo nella vita di tutti i famigliari, hanno bisogno il più possibile di conservare una quotidianità stabile, di poter seguire i percorsi specifici della loro età (scuola, sport, socializzazione) con un supporto che vada a rinforzare quello naturale, dal momento che in tali situazioni viene a indebolirsi o a mancare del tutto.

A partire dalle Istituzioni, sino alle realtà di base della società civile, si è abituati a ragionare attorno al "bisogno acuto", al disagio che sconfina nella patologia, e lì a proporre l'intervento. Spesso però, a sfuggire all'osservazione e quindi all'intervento, perché apparentemente secondarie e non croniche, sono tutte quelle necessità di benessere quotidiano, di crescita sana, di rete di rinforzo, che non sempre possono essere coperte per mancanza di fondi e anche per un'inevitabile cecità di fronte all'interventismo concentrato sulla malattia: seguire un ragazzo/a nel percorso di studi a domicilio; offrire un supporto psicologico che sappia sostenere il trauma della malattia di un genitore; l'accompagnamento in un centro sportivo; un percorso di elaborazione della sofferenza con strumenti efficaci come l'arteterapia; e via dicendo.

Il progetto pertanto prevede la costituzione di un "salvadanaio" entro cui verranno devoluti i ricavati del libro "Ti dico la verità"  e dalle donazioni di associazioni, privati e Enti. Il medesimo costituirà il pacchetto da cui si attingeranno le risorse per avviare interventi di sostegno nei confronti delle famiglie bisognose, con personale competente individuato dall'Associazione Uno nessuno centomila in collaborazione con la struttura che segnala il bisogno, senza escludere eventuali richieste dirette di privati.

Inizialmente, il progetto avrà come partner referente, l'Rsa Ovidio Cerruti di Capriate (BG) che nel 2009 ha aperto un nucleo dedicato alle persone in stato vegetativo per rispondere ad un bisogno del territorio della bassa bergamasca. Attraverso le segnalazioni che la struttura farà all'Associazione Uno nessuno centomila, verranno attivati i progetti individuali di sostegno, in seguito ad un colloquio con la famiglia e con gli operatori per condividere il bisogno e la richiesta, e attivare di conseguenza interventi adeguati e individualizzati.

Attraverso la diffusione del libro, oltre alla valenza culturale e formativa che ne deriva, si vuole fare conoscere anche il progetto solidale, ben oltre il territorio di pertinenza.

Per maggiori informazioni circa il progetto, le presentazioni del libro, la raccolta fondi, consultare la pagina Facebook: "Ti Dico La Verità" o scrivere direttamente all'Associazione: infounonessuno@ libero.it


È possibile sostenere il progetto facendo un bonifico all'Associazione Uno Nessuno Centomila indicando nella causale "Donazione Libro Progetto Solidale"

IBAN: IT90Y0335901600100000077777